recensione di P. Secco
È una silloge di piccoli lampi di memoria che pescano in un passato evidentemente amato che, se non rimpianto, risulta ricco di una umanità che attraversa gli oggetti e non li subisce come capita oggigiorno.
Questa quasi personificazione retroattiva di piccole cose finisce per diventare intimamente poetica pur nella crosta di una prosa dialettale che si mostra spesso 'garba' nella propria contradittoria evoluzione. Anzi, proprio questa volontà di proseguire con vecchie parole autonome in un modello anacronistico e impreciso, dà ulteriore risalto, mettendolo in solitaria luce, il movente dell'Autrice, - sentito come inderogabile dovere - di testimoniare.
Un lascito, un dono, una offerta a piccoli bocconi d'esperienza personale che hanno il pregio di evidenziare la gioia dei gesti minimi che puntellano la giornata e che suggeriscono momenti di gioiosa condivisione laddove - per forza - l'Autrice non abbia cercata la rima o la 'morale della favola'. Uno sfogo da adulto, insomma, da persona che ha già scelto, investito e che valuta la rendita percependo al fondo la propria ineguatezza alla velocità della stagione entrante.
Se carta canta è da augurarsi, questa volta, che il villan non dorma ovvero che questa strana forma di verseggiare interessi anche le nuove generazioni che più di tutte potrebbero profittare dei molti stimoli sul tema esistenziale offerti dalle considerazioni di Fidenziana Mattiuzzo.
Un lascito, un dono, una offerta a piccoli bocconi d'esperienza personale che hanno il pregio di evidenziare la gioia dei gesti minimi che puntellano la giornata e che suggeriscono momenti di gioiosa condivisione laddove - per forza - l'Autrice non abbia cercata la rima o la 'morale della favola'. Uno sfogo da adulto, insomma, da persona che ha già scelto, investito e che valuta la rendita percependo al fondo la propria ineguatezza alla velocità della stagione entrante.
Se carta canta è da augurarsi, questa volta, che il villan non dorma ovvero che questa strana forma di verseggiare interessi anche le nuove generazioni che più di tutte potrebbero profittare dei molti stimoli sul tema esistenziale offerti dalle considerazioni di Fidenziana Mattiuzzo.


